2 Comments

Non sono molto d’accordo con questa analisi.

Le day one patches non sono considerabili come dei normali miglioramenti o ulteriori features aggiuntive. Se sono state già pianificate dal principio, come anche dici tu, allora dovrebbero essere anche parte del processo di revisione finale. Dici anche che un gioco non patchato non esiste, ma allora non dovrebbe neanche essere venduto. La patch in se non è un male se usata per migliorare e ampliare un prodotto già di base valido, ma non posso considerare una patch di 100 GB o 50 o 30 diversamente da una grande mancanza.

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Non è una patch, di fatto. È un pezzo di codice che manca, perché assemblato dopo la data di consegna del codice a chi deve approvarlo per la messa in vendita (i platform holder). La revisione finale di cui parli non è una revisione del codice o dei contenuti, ma solo della loro aderenza a standard specifici che dipendono dalla piattaforma (un esempio: i nomi dei pulsanti a schermo, perché su PlayStation non può esserci "premi A", per dire).

Come ho scritto: la situazione non è ideale, ma questo non toglie che non si tratti di enormi correzioni di problemi del codice, ma "solo" di un completamento dello stesso. Nell'articolo di Rami Ismail trovi tutto spiegato molto bene.

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